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martedì 13 settembre 2022

Segnalazione: ALYSSA - L’ultima sirenetta di Roberta De Tomi




Scheda tecnica del libro
“Alyssa, l’ultima sirenetta”
di Roberta De Tomi
Editore: DAE
Genere: Retelling Young Adult, Urbanfantasy, Romance
Uscita: 22 luglio 2022
Formati: ebook 4,99 € e cartaceo 17,78 €
Link Amazon: ebook.  https://amzn.to/3U61SHC
Cartaceo.      https://amzn.to/3BgrdX4







“Alyssa, l’ultima sirenetta”: il retelling d’amore, musica, riscatto e transizione
Dopo “Alice nel labirinto”, il nuovo sequel DAE di una fiaba classica, per Roberta De Tomi

Amori al profumo di salsedine, un’impresa magica e la Senigallia dei nostri anni: sono alcuni degli ingredienti che compongono “Alyssa, l’ultima sirenetta” (Dario Abate Editore), della scrittrice emiliana Roberta De Tomi. Si tratta di un urbanfantasy romantico con un tocco di musical che ci fa raggiungere gli abissi popolati dalle creature governate dal Re del Mare e dalla sua regina. Le sirene, innamorate di un nobile della terra emersa, contraggono il Patto Umano stipulato con la mostruosa Medomai, la Strega del Mare. Come avvenne per la sirenetta della fiaba di Andersen, le ragazze, dotate delle gambe scambiate con la voce, credono di poter conquistare il loro principe; ma il destino sa essere crudele. Glauco e le figlie, non ci stanno più; e non ci sta neppure la “ragazza del mare” che viene salvata da Alfredo Maini, pescatore e titolare del Bed and Breakfast “Il Canto della Sirena”. Alyssa –nome dato sul momento – viene affidata ad Alfredo e alla moglie Nora. 
Amata da tutti, la ragazza affronta i primi palpiti d’amore, il primo giorno di scuola e le prove dell’adolescenza, scoprendo il mondo intorno a lei. L’arrivo al B&B del principe di Danimarca, Olsen, accompagnato dalla futura sposa Polimnia, sarà la vera grande prova per Alyssa. Tra rune e visioni del passato, umani e creature del mare, la vicenda si sviluppa in un crescendo di colpi di scena e rivelazioni. 
Rispetto ad “Alice nel labirinto” la trama di “Alyssa, l’ultima sirenetta” è più tradizionale, alternando i diversi punti di vista dei personaggi; resta il richiamo ad Andersen e il gusto per la sperimentazione nell’alternanza di prosa e componimenti in versi nelle parti cantate, già presente nel precedente. 
Il romanzo è disponibile in ebook e cartaceo su tutti gli eStore; inoltre è ordinabile in libreria.   

Dalla quarta di copertina
Spuma candida, sciolta tra le acque del mare. La punizione perfetta per la Sirenetta, che si è sottratta alle leggi della Natura. Ma c’è qualcuno che non ci sta. Qualcuno che crede che l’amore non debba soggiacere a certi crudeli contrappassi. Qualcuno che vorrebbe mettere fine al Patto Umano che le sirene, innamorate di un principe del Mondo Emerso, stipulano con Medomai, la temuta Strega del Mare, nella speranza del coronamento di un amore, in realtà impossibile. Questo qualcuno è Lorelei, lo Spirito dell’Aria che si allea con Glauco, il Re del Mare, in vista di una battaglia inevitabile. Chi, meglio della Sirenetta, che per amore si è sacrificata con coraggio, può svolgere un ruolo cruciale nello scontro? Risvegliata nella Senigallia contemporanea, nei panni di Alyssa, non è un’adolescente come tante. Se ne accorgono tutti, a casa e a scuola. Se ne accorge soprattutto il principe Olsen, in viaggio in Italia con la futura sposa, Polimnia. Alyssa, “la ragazza del mare” dovrà fare i conti con le sue “prime volte”, nella speranza di quel bacio d’amore che potrebbe sovvertire la sua sorte e quella delle sirene, sorelle di canto e di sangue.    

Estratti
Capitolo 1 - La ragazza sul pontile 

Nuvole in fuga verso il litorale croato.
La ragazza corse lungo il pontile. Negli auricolari aveva gli WolfAlice, negli occhi il grigio del cielo in dissoluzione. Punte di azzurro scintillavano insieme ai lampi che a tratti si scaricavano nel mare. 

Si fermò davanti all’ingresso a vetri della sala polivalente, a quell’ora del mattino ancora chiusa. Sollevò la gamba, torse il busto indietro, afferrò la caviglia, la tese verso l’alto.
“Uno, due, tre… .”
Conteggiò fino a trenta, quindi diede il cambio all’altra  gamba con cui ripeté la stessa azione. “Uno, due, tre.” Scandì di nuovo, incurante di una zaffata di vento che la investì, provocandole un’immediata reazione epidermica. Pelle d’oca sulle braccia nude e lisce. Fuori, il freddo, dentro una sensazione di tepore che la rendeva immune al refrigerio portato dalla tempesta. Era appena passata, ma ne restavano tracce umide e invadenti.
“… Quattordici, quindici… .”
Una nuova folata la fece sbilanciare: la ragazza si tenne salda sulla gamba, resistente come un frangiflutti. 
“… Venticinque, ventisei… .”
Sentì qualcosa inerpicarsi sotto la felpa. Zampette pelose, come di un ragno. Al trenta, tornò alla posizione di partenza, sferzata da un’altra folata. Il ragnetto aderì alla pelle al punto da non farsi più sentire, come se fosse stata tutta un’impressione.
“Alina.”

Dal capitolo 3

Corvina si spostò verso l’alto. Ondeggiò con grazia, prima a destra, poi a sinistra, descrivendo un arco con le braccia e con il busto. Con una piroetta si riportò nella posizione di partenza, tenendo le braccia piegate con sussiego. 

Poi intonò:

Canto una storia antica/nata tra queste onde/che una dolce amica/ cullarono ben rotonde.
Viveva negli abissi la sirena/e sempre ben contenta/cantava lieta e con cadenza lenta/i sonetti di Barbanera.
Fino a quando una sera/si lasciò portare lassù/dove il vento di primavera/le raccontò del bambino Gesù.
Fu allora che lo vide/sul brigantino allegro/ballava con la silfide/ sfrenato e a cuor leggero. 
A prima vista lo amò/anche se non poteva/così a casa triste tornò/ cercando la soluzione vera.
“Mare, ti prego, ascoltami/cantò, lasciando le emozioni andare/ “due gambe umane donami/per il principe conquistare”.
Subito le rispose/l’infida Strega del Mare/con la pozione accorse/e le gambe riuscì a donare.
Ma il bacio era il pegno/da ricevere in tre giorni/per realizzare il disegno/perché schiuma non torni.
La sirena senza paura/così tornò dall’amato/per iniziare l’avventura/e rispettare il patto della vittoria sicura.
Ma il principe non la baciò/per la sposa già promessa/appena la accarezzò/e lei perse la scommessa. 
Si sciolse nel mare/la più bella sirena/che sé non poté donare/e divenne polena.

Così restò a guardare il mare
Così restò a guardare il mare.

L’autrice: Roberta De Tomi
Roberta De Tomi è nata a Mirandola nel 1981. Dopo la laurea al Dams di Bologna, ha svolto mansioni legate alla comunicazione e agli eventi culturali. Nel 2012 è stata curatrice, insieme al poeta Luca Gilioli, dell’antologia poetica solidale “La luce oltre le crepe” (Bernini). Dal 2014 ha iniziato a pubblicare con alcuni editori indipendenti. Tra i titoli: “Come sedurre le donne” (How2 Edizioni, 2014) e“Alice nel labirinto” (Dae Editore, 2017 - secondo premio ex-aequo all’interno del Trofeo Cittadella per ilmiglior romanzo fantasy 2019), il thriller in digitale “Trappola d’ardesia”, nel 2021 edito in cartaceo da Sága Edizioni, “Abuso d’amore” (Delos Digital, 2022). 
Nel 2022 è tra gli sceneggiatori del docu-film “Ricostruzione. Emilia Romagna 2012-2022”, prodotto da Wildcom Italia e realizzato con il contributo e il patrocinio della Regione Emilia Romagna e il contributo di Aimag.  Suoi racconti e poesie sono pubblicati su antologie e su riviste letterarie online. 
Docente di scrittura creativa, cura il blog La Penna Sognante.
La sua Pagina FB è Roberta De Tomi.



 

lunedì 12 settembre 2022

Segnalazione Marina Mobilio Edizioni Brè






Titolo: Teresina

Autrice: Marina Mobilio

Editore: Brè Edizioni

Pagine: 278

In ebook solo su Amazon a 3,99€ anche in KU

In carta a 15€ nelle principali librerie online e fisiche

Genere: narrativa

Link Amazon https://amzn.to/3ujJBeS

In vendita dal 1° luglio 2022

Sinossi

Il romanzo, ambientato in Italia nella prima metà del ventesimo secolo, è la storia di Teresa, una madre coraggiosa, di solide amicizie, solidarietà, impegni, passioni e scelte difficili, tra guerre, epidemie, dittatura, odio e violenza. Le tragiche vicende storiche sono presentate con gli occhi della protagonista, donna forte e determinata, che nasce in una regione del profondo Sud. Un matrimonio combinato dai parenti le consente di evadere verso nuove realtà. La Grande Guerra le porta via il giovane marito, resta vedova con due figli in tenera età e priva di sostentamento economico. Nella drammatica situazione in cui si trova catapultata è costretta a una scelta difficile. Sceglierà di vivere a Napoli, la città dei suoi sogni giovanili, la bella Partenope ricca di storia e cultura, dove manterrà agli studi i figli cucendo per le famiglie del quartiere. Vivrà l’incubo della terribile influenza “spagnola”, le violenze della dittatura fascista, l’orrore delle leggi razziali, i bombardamenti e la fame del secondo conflitto mondiale, che le causerà nuovi lutti. Riuscirà a superare questa seconda terribile prova aiutata dall’amore dei congiunti e dall’affetto delle famiglie amiche. Vivrà la resistenza dei partigiani umbri e finalmente potrà votare, assistendo alla nascita della Repubblica Italiana e poco dopo a quella della nostra Costituzione.

 

 

Biografia

 

Marina Mobilio, nata a Napoli il 6 giugno 1950, con una laurea in Matematica ha insegnato in istituti superiori statali, collaborando con le università di Pavia, Pisa e Trieste. Moglie di un matematico, mamma di tre figli e nonna di quattro nipotini, attualmente è impegnata in Fidapa BPW Italy e in Zero Waste Italy. Appassionata di lettura e scrittura ha pubblicato nel 2012, con il Patrocinio della FIDAPA, “Una vita tra le piante - biografia della botanica Elisabetta Fiorini” Pensieri e Parole, nel 2015 “Arcobaleno - emozioni in versi e racconti” Innuendo Edizioni, a novembre 2020 il romanzo “Teresina e la forza dell’amore” Il quaderno Edizioni, di cui ha conservato i diritti d’autrice, nel 2021 il racconto lungo “In viaggio con Carolina” e l’Antologia di racconti “Dove sta Zazà e altre storie” con Amazon.




Estratto

 

Ai figli raccontava le favole, giocava a trottola e alla tombola napoletana che le aveva insegnato donna Amalia e faceva imparare a loro tutti i significati dei novanta numeretti.

La smorfia napoletana era esilarante e consentiva a Teresa di insegnare i numeri ai bambini facendoli divertire.

A lei incuriosiva il collegamento tra i numeri e i sogni.

«Per noi, napoletani veraci, la Smorfia è come il pane quotidiano!» aveva sentenziato la sua coinquilina una mattina che le aveva raccontato il sogno della notte passata.

Donna Amalia i numeri dei sogni se li giocava spesso al lotto, sperando di fare almeno un ambo su qualche ruota. Ma questo non succedeva mai.

Anche la passeggiata da San Sebastiano verso casa, al ritorno dall’asilo, costituiva un allegro gioco per i bambini e consentiva a lei di svagarsi dagli impegni quotidiani.

In piazza San Domenico Maggiore e nei vicoli intorno alla piazza si incontravano giovani travestiti da Pulcinella che improvvisavano scenette esilaranti.

«Bambini, guardate. Arriva ’o Pazzariello!» 

’O Pazzariello era un uomo buffo, vestito come un giullare, con un divertente cappello a tubo. Il caratteristico giullare improvvisava per strada strampalati spettacoli, esibendosi in comiche danze, recitando filastrocche e strombazzando con il tamburino, il putipù e lo scetavajasse.

«Mammà, compraci una statuina!»

«A me piace quel pastore che sta sulla collinetta.! È identico a Filippo che mi porta in braccio sulle scale.»

A San Gregorio Armeno, l’antica via San Liguoro, Mimì e Francesco si incantavano davanti alle botteghe dei maestri artigiani, intenti a forgiare statuette e allestire arredi per il presepe napoletano.

Sotto il porticato di via dei Tribunali, di fronte alla chiesa con le “cape di morto”, i pescivendoli e i fruttivendoli si esibivano in allucchi assordanti e comiche canzonette per reclamizzare la loro mercanzia…le alici fresche, le percoche saporite, il pane appena sfornato.

Il divertimento dei bambini saliva alle stelle quando arrivava la mattina della domenica e la giornata si presentava adatta a uscire.

«Andiamo al mare» Teresa faceva fatica a trattenerli quando pronunciava quella frase magica.

Salivano sul tram alla fermata di piazza Nicola Amore, percorrevano tutto Corso Umberto e poi verso il porto e via Partenope.

Scendevano alla fermata di piazza Vittoria.

 Nella Villa Comunale, di fronte al lungomare Caracciolo, i bambini si sfrenavano in lunghe corse tra i viali alberati e la mamma correva a perdifiato dietro di loro per non perderli di vista nemmeno un attimo.

«Mammà, ci porti sulla barca a remi, quella celeste e blu che abbiamo visto domenica scorsa a Mergellina?» le chiese un giorno Mimì, che ormai aveva quattro anni e ricordava anche i nomi dei posti lontani da casa.

«Vedremo…» rispose mammà.

Affittare una barchetta a remi, anche solo per mezz’ora, costava di sicuro almeno mezza lira e a casa Vallina le lire scarseggiavano mentre le spese erano sempre tante.

La precarietà di casa Vallina purtroppo era molto diffusa in quei difficili anni del dopoguerra, tantissime famiglie del Regno d’Italia soffrivano la fame e la mancanza di lavoro.

La “grande guerra” era finita l’11 novembre del 1918 con il terrificante bilancio di più di mezzo milione di soldati italiani periti in battaglia e per le epidemie che si sviluppavano in trincea.

 A questi si aggiungevano i molti civili morti per mancanza di cibo o per malattie infettive.

Dopo aver pianto i tantissimi morti era arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e ricostruire l’Italia.

In migliaia di famiglie gli uomini reduci dalla guerra avevano perso il lavoro e le donne rimaste vedove oppure orfane di padre si arrabattavano in lavoretti di fortuna per sbarcare il lunario.

In parecchie famiglie le donne si dovevano occupare oltre che del sostentamento anche della cura di mariti, figli o fratelli tornati dal fronte con la mutilazione di una gamba, di un braccio o con un altro tipo di invalidità.

Alla spaventosa crisi economica si aggiunse una calamità altrettanto nefasta come la guerra appena finita: l’arrivo di un virus influenzale sconosciuto e assai letale.

L’influenza “spagnola”, che alla fine fu considerata la pandemia più vasta e terribile di tutti i tempi, era partita forse dagli Stati Uniti d’America e si stava diffondendo dalla Spagna in tutta Europa e in tutto il pianeta.

Si raccontava che stava facendo strage di giovani tra i venti e i quarant’anni e che nel mondo si contavano già milioni di morti.

I mezzi d’informazione ne parlavano poco, ma dal passaparola si era saputo che i primi malati italiani erano soldati che l’avevano contratta in trincea ed erano stati curati in Veneto.

«Maronna mia, siamo inguaiati!» si lamentò una sera donna Amalia di ritorno dal mercato.

Raccontò a Teresa che il cugino di don Pasquale, quello che abitava a Nola, lunedì era stato ricoverato al Cardarelli per una polmonite fulminante e dopo due giorni tutta la famiglia aveva preso la stessa malattia. Giovedì il cugino era spirato e si diceva che anche altre famiglie di Nola e forse anche di Ponticelli avevano la febbre alta.

«Speriamo che non sia il virus di cui si parla in giro, sarebbe una catastrofe. Sapevo che si era fermato nel Nord dell’Italia…» Teresa cominciò a preoccuparsi.

Per precauzione, trovandosi proprio nella fascia d’età più colpita, iniziò a non toccare mai le mani delle persone che incontrava, si lavava spesso le sue, come le aveva raccomandato il padre e non abbracciava e baciava nessuno.

I bambini non li portò più all’asilo, non prese più lavori di cucito e usciva solo per fare la spesa, con la bocca e il naso coperti da una sciarpa.

Giocava con i figli nel limitato spazio a disposizione, cucinava quel poco che riusciva a recuperare sotto casa e leggeva quando i bambini dormivano.

Coinvolse anche Amalia nelle sue precauzioni. Insieme a lei e alle gemelle si dava da fare per tenere pulite le stanze, specialmente il bagno e la cucina. 

Quando si sparse la notizia che l’influenza era arrivata nei quartieri di Napoli le venne naturale sentirsi in colpa per aver portato i bambini a vivere in quella grande città nella quale la promiscuità, la denutrizione e la scarsa igiene favorivano la diffusione delle malattie. 

Furono chiusi i cimiteri, le chiese, i teatri e vietati gli assembramenti di ogni genere.

Amalia tenne chiuso il banco di frutta e verdura per più di un mese e calava il paniere per procurarsi il pane, la farina, le uova per la sua famiglia e per quella di Teresa.

 

 

 

 

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sabato 10 settembre 2022

Segnalazione per Viola Raffei Land Edizioni


 


Titolo: Il profumo della lavanda
Autore: Viola Raffei
Prezzo: 15,00 euro
Ebook? Sì
Sinossi: 

“E tu credi nel vero amore?”

Sophie ha scelto il lavoro perfetto per la sua anima romantica: wedding planner di successo, ha fatto del suo mestiere una sorta di missione per garantire agli altri il tanto agognato “vissero felici e contenti”

Peccato che la sua vita sentimentale sia un vero disastro: lasciata a un passo dell’altare, dovrà reinventarsi da capo e farsi forza per ricominciare a credere nel vero amore. Ci penserà Jacques, fioraio di talento e sicuro di sé, a far tornare la romantica Sophie a sognare, ma un enorme equivoco rischierà di mettere in crisi il loro amore, forse per sempre.

“Un chick lit ironico e commovente, come tutti i romanzi di Viola Raffei”

Segnalazione per Flora Gallert

“Alan è quell’inferno in cui continuo a ricadere sempre volentieri…”


UN IRRESISTIBILE STRONZO

Flora A. Gallert

Genere: Contemporary Romance (hot) – Second chance

Volume: Autoconclusivo

Data di pubblicazione: 10 settembre 2022

Pubblicato su Amazon e Kindle Unlimited

Formati: ebook e cartaceo

Prezzo: €0,89 (prezzo lancio) - €2,99 (prezzo definitivo)

 

Sinossi:

 

“Alan è quell’inferno in cui continuo a ricadere sempre volentieri…”

Sono Alan Khan, figlio di persone potenti e a mia volta imprenditore di successo.
Spietato, sleale e con una lista di questioni in sospeso con una sola persona. Edith Evans. Migliore amica di mia sorella, ex vicina di casa nonché mio personale inferno da praticamente sempre.

Sono Edith Evans, e tra me e Alan Khan ho tentato di mettere più o meno 240 chilometri. Perché il diavolo in persona sa essere elegante, affascinante e perfino sexy ma rimane pur sempre un qualcuno da cui stare lontana. Ma al giorno d'oggi la distanza non sembra più essere un ostacolo e il destino ha deciso di rispedirmi a Londra con uno schiocco di dita, da un cliente importante il cui profilo è l'esatta descrizione del mio incubo più grande.

Alan Khan si conferma essere quello di sempre e sembra non voler mollare la presa sul mio cuore. Tuttavia quando i suoi occhi incroceranno di nuovo i miei, entrambi siamo consapevoli che possiamo finirla solo in un modo: cedendo alla tentazione.
Finalmente.

Un litigio di cui ancora Alan ed Edith ricordano ogni istante, dieci lunghi anni di silenzio e un solo obiettivo: riuscire a chiudere con il passato. Oppure tornare all’attimo prima in cui tutto precipitasse. Riusciranno a risolvere i loro problemi o finiranno per crearn