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lunedì 5 febbraio 2018

L'oscuro caso delle luci di Roccaverde di Claudio Vastano *SEGNALAZIONE*

Buongiorno lettori,
oggi vi presentiamo un romanzo giallo/umoristico edito Dunwich Edizioni: L'oscuro caso delle luci di Roccaverde di Claudio Vastano.
Titolo: L'oscuro caso delle luci di Roccaverde
Autore: Claudio Vastano
Editore: Dunwich Edizioni
Prezzo Ebook: € 3,99 
Prezzo Cartaceo: € 14,90
Trama: Casper A. Pestalozzi è un investigatore privato un po’ particolare. Odia i ricchi, veste esclusivamente un trasandato impermeabile nocciola e vive in uno scalcinato appartamento alla periferia di Lucca. È anche in grado di prevedere i cambiamenti del tempo, e il suo solo amico è un ex psicologo che ha come unica prospettiva di vita il suicidio. La sua ragazza, poi, non perde occasione per coprirlo di vergogna. Casper A. Pestalozzi, insomma, è un relitto alla deriva. Ciononostante, quando il dottor Michael Colmer viene misteriosamente ucciso nel suo laboratorio, il piccolo paese di Roccaverde necessiterà del suo talento
investigativo. E la morte di Colmer sembra a dir poco inspiegabile: il suo corpo è stato dilaniato da decine di piccoli fulmini globulari verdi. Da dove proviene l’insolito fenomeno luminoso che prende il nome di luce di Roccaverde? Per quale motivo sembra avercela tanto con i ricercatori dell’Istituto di Scienze dello Spazio? E cosa nascondono le viscere della montagna su cui sorge l’ormai dimenticato Castello della Siepe? Per rispondere a queste domande, Casper Pestalozzi ripercorrerà uno per uno i segreti della silenziosa cittadina, svelando gli enigmi delle luci di Roccaverde e giungendo a un inaspettato confronto finale.

Claudio Vastano è nato e vive a Lucca. Laureato in Scienze Naturali e in Geologia all’università di Firenze, si divide fra la scrittura e la professione di consulente scientifico presso il laboratorio di analisi Bio-Gen di Lucca. Prima de L’Oscuro Caso delle Luci di Roccaverde ha pubblicato vari libri fra cui i romanzi Ragni, L’Agghiacciante Caso del Gatto nella Minestra, Il Pozzo delle Tenebre (Dunwich Edizioni) e il saggio scientifico Garfagnana, la valle dei terremoti (Garfagnana editrice).

martedì 9 maggio 2017

D'Ark
Cristina Silvestri & Mirela Minkova Georgieva

Buongiorno sognatori e sognatrici!
Oggi Nala ci parla di Cristina Silvestri e Mirela Minkova Georgieva

Trama: La città di Rocha è costantemente minacciata dalla malavita e dalla corruzione e il
pericolo è sempre dietro l’angolo. Sembra non esserci più onestà in un mondo pieno di corruzione ma questa volta, come baluardo della giustizia sorge un vigilante, D’Ark, che cerca di aiutare la città a rialzarsi da questo baratro d’illegalità. La storia segue parallelamente la vita di due fratelli: Giorgia e Michele Mestri. 
Giorgia, una ragazza forte e determinata che ama il suo nuovo lavoro, parteciperà alla ricerca di un noto serial killer di nome Guignol che trascina dietro di sé le sue povere anime in una lotta senza fine. La squadra dei profiler, insieme alle forze dell’ordine, si batterà con grande dedizione per la sicurezza e per la sopravvivenza dei cittadini. Mentre suo fratello Michele, il giornalista, seguirà il caso del vigilante occupandosi di scrivere la verità su chi sia questa famosa celebrità. Aiutati dal loro intuito e dalla loro forza di volontà, entrambi si renderanno conto di quanto la realtà che li circonda sia più complicata di quanto appaia. Esiste davvero questo eroe oppure è una mera invenzione di una società senza giustizieri? Riuscirà Rocha a distinguere il bene dal male? Ciò che è reale da ciò che non lo è?

Recensione: Mie adoratissime sognatrici, buongiorno!

Oggi ho il piacere di parlarvi di “D’Ark il gioco dell’alfiere”, primo capitolo di una trilogia noir pubblicato nel dicembre del 2016 in Self.
Vi lascio qui il link dell’intervista che le due autrici hanno gentilmente concesso al nostro Blog: https://ilmondodellesognatrici.blogspot.it/2017/04/mirela-minkova-cristina-silvestri.html
Ma veniamo a noi!
La lettura di questo libro è stata una vera e propria avventura. Ammetto di averlo iniziato con qualche riserva, il non riuscire a identificare il libro in un genere ben specifico mi creava un po’ d’ansia…La storia si svolge a Rocha, una città in cui la corruzione e la criminalità sono i poteri dominanti su cui è intessuta la società, c’è un Prefetto che governa e due fazioni che si contendono il potere, Reazionari e Progressisti. Rocha non è davvero il posto ideale in cui vivere e, a complicare la situazione, arriva un serial killer, che sparge sangue e terrore per la città. L’assassino lascia metodicamente sul luogo del delitto bigliettini riportanti frasi di opere e drammi, e firmandoli con il nome di Guignol. Giorgia Maestri è una Profiler, il suo lavoro consiste nel creare un vero e proprio profilo del criminale, le sue abitudini e il suo modus operandi. Giò è acuta, intelligente, sagace e, soprattutto determinata ad identificare e fermare l’assassino che sparge terrore nella già devastata città di Rocha.
Michele Maestri, fratello di Giorgia, lavora nell’editoria, a lui è stato affidato il compito di cercare di smascherare D’Ark, una sorta di eroe mascherato che tenta di riportare la giustizia nella città sconfiggendo i malviventi che ne popolano le strade. I due fratelli si renderanno presto conto che tutto ciò che li circonda cela molto più di quanto potessero arrivare a pensare, immaginare o… temere. La trama di questo libro è avvincente e la storia è descritta magnificamente in un crescendo di tensione e colpi di scena che tengono il lettore inchiodato alle pagine. I personaggi sono ben definiti, intriganti e trovano una collocazione perfetta nella storia intersecandosi tra loro con armonia e logica. La scrittura è piacevole e scorrevole tanto che ho stentato a credere che fosse un’opera d’esordio. Come detto all’inizio di questa recensione avevo molti dubbi su questo libro ma vi assicuro che tutti i dubbi sono stati dissolti con l’andare della storia. Consiglio vivamente la lettura alle amanti del genere ma anche a tutte le altre. Date una chance a questa storia, fate come me: lasciatevi incantare dal gioco dell’alfiere!

Voto:



venerdì 21 aprile 2017

Ti spacco il muso, bimba!

Buongiorno sognatori e sognatrici, oggi Josephine March ci espone la sua opinione su Ti spacco il muso, bimba! di Carlo Manzoni.

Note: Carlo (Carletto) Manzoni (Milano, 1909 – Milano, 1975), scrittore, giornalista, umorista, vignettista, è uno di quegli scrittori il cui patrimonio letterario dovrebbe essere conservato con cura, invece è colpevolmente assente dagli scaffali delle librerie da più di vent’anni.
Divenne popolarissimo con i brevi racconti dell’imprevedibile e irritante signor Veneranda, storielle surreali e strampalate che pubblicò sulla rivista Il Candido, giornale di satira politica diretto da Giovannino Guareschi. Ma è noto anche per la fortunatissima serie di libri appartenenti al genere giallo-comico La suspense del riso, che fu pubblicata da Rizzoli (con traduzioni in Germania, Spagna e in tutti i paesi dell’America Latina).
In questi romanzi Manzoni racconta le avventure e disavventure del detective privato Chico Pipa e del suo socio, il cane poliziotto Gregorio Scarta, tra belle donne, colossali sbronze di bourbon, gragnuole di pugni e pistolettate che mai uccidono ma tuttalpiù tramortiscono.
Il primo libro di questa serie – Ti spacco il muso, bimba! – è quello che proponiamo in questa collana, che intende recuperare e dare alla luce fatti, eventi, talenti e quant’altro di italiano sia malauguratamente o colpevolmente caduto nel dimenticatoio.

Trama: La prima cosa che vedo appena entrato, è un tizio che sta steso per terra e non ha certo l’aria di spassarsela allegramente.
Resto senza fiato, ma mi riprendo subito. 
Giace sul fianco destro e ha la guancia destra che poggia sul tappeto in mezzo a una larga macchia che non esito a riconoscere per sangue.
Eh, accidenti! A uno non gli può mica uscire del caffè da un buco nella testa.
Ha la testa a venti centimetri dai miei piedi. Con la punta della scarpa gli sollevo la palpebra e vedo il bianco dell’occhio.
È proprio morto. Più morto di così dovrebbero essere in due.
Subito ho l’impressione che ci sia qualcosa che non funzioni.
Porco bue!
Altroché, se c’è qualcosa di strano. Il morto ha il braccio destro teso oltre la testa. La mano semiaperta è posata sul tappeto a palma in giù, e tra l’indice e il medio tiene una sigaretta ancora accesa dalla quale sale un filo di fumo.
Guardo bene. La sigaretta è consumata più di metà, ma più di un centimetro di cenere rimane ancora attaccato alla brace.
Qualcuno gli ha sparato mentre fumava.
Dalla lunghezza della brace non possono essere passati più di tre minuti, forse quattro. Proprio mentre io fermavo la macchina in fondo alla curva.


Recensione: All'inizio, ve lo devo proprio confessare, mi è parso uno scherzo della casa editrice... ma poi, man mano che andavo avanti, mi sono calata in un'atmosfera surreale e la storia ha iniziato a divertirmi!
Nel racconto, che è molto scorrevole e scritto in modo simpatico, sono presenti alcuni neologismi oppure giochi di parole molto umoristici, non a caso l'autore era entrato a far parte dei paroliberi, nel linguaggio del futurismo, la tecnica compositiva delle parole in libertà.
Con TI SPACCO IL MUSO, BIMBA! il lettore cala in un'atmosfera da fumetto poliziesco anni '30
in cui il protagonista Chico Pipa, un investigatore privato e il suo socio Greg Scarta (un cane) tra una bevuta di bourbon e l'altra incappano in cadaveri che fumano, oppure in cadaveri migranti, in un'atmosfera burlescamente ironica rotule che rotulano e gengive che dopo essere cadute a causa di pugni micidiali vengono rimesse al loro posto!

 La prima cosa che vedo appena entrato, è un tizio che sta steso per terra e non ha certo l'aria di spassarsela allegramente. Resto senza fiato ma mi riprendo subito.Giace sul fianco destro e ha la guancia destra che poggia sul tappeto in mezzo a una larga macchia che non esito a riconoscere come sangue.Eh, accidenti! A uno non gli può mica uscire del caffè da un buco nella testa.
 
Man mano che leggevo, mi sembrava di leggere un po' le storie di Rudolf Erich Raspe con le avventure del barone di Münchausen divenuto famoso per i suoi inverosimili racconti: un viaggio sulla Luna, un viaggio a cavallo di una palla di cannone o uscire incolume dalle sabbie mobili tirandosi fuori per i propri capelli...


Guardo in giù e vedo che mi hanno sbottonato la giacca e i pantaloni e ho tutte le budella di fuori.
«Ehi, accidenti» dico, «mi fate prendere freddo al ventre e ho l'intestino delicato.»«Dove hai nascosto i cinquecento biglietti da mille?» dice il secco.
Con quella gente non c'è proprio niente da fare. Dovrò proprio rassegnarmi a perdere quei quattrini. Ma io non sono un ricattatore e se quelli sono soldi di un ricatto, se li prendano pure.Sistemeremo le cose più tardi.«Rimettimi dentro le budella» dico, «e ve lo dirò.»«Prima diccelo» dice il secco, «poi ti rimettiamo a posto la pancia.»«No», dico, «prima la pancia.» 


In Chico Pipa e gli altri personaggi, tra cui Duarda, la fatale, oppure il tenente Tram mi sembrava di ravvisare i personaggi di Pulp Fiction di Quentin Tarantino. Oddio, ho pensato, ma Tarantino deve aver letto questo libro! La donna fatale, il gangster micidiale, la vedova copiativa, i ricattatori, i poliziotti incompetenti andando, persino il balletto che qui vediamo fra il protagonista ed uno dei gangster c'è tutto... c'è quell'atmosfera di altri tempi dove le mille lire hanno un valore come nelle storie del signor Bonaventura!
Dare a quest'opera un giudizio per me è molto difficile, perché devono non solo piacere i fumetti ma si deve avere ancora la giusta predisposizione psicologica per gustarli appieno!

Voto: 5 su 5 (perché nessuno mi toglie dalla testa il dubbio che il grande Quentin possa averlo letto...)

martedì 18 aprile 2017

Fuori dalla tela del ragno

Buongiorno lettori! 
Oggi la nostra Josephine March ci presenta Fuori dalla tela del ragno!

Titolo: Fuori dalla tela del ragno

Autrice: Elide Ceragioli

Casa editrice: SENSOINVERSO EDIZIONI

Trama: LA SQUADRA è alla quarta indagine, ma le difficoltà crescono. Si verifica una serie di omicidi, sparsi per l’Italia, senza un nesso apparente, accomunati solo dalla “firma” dell’assassino, che etichetta le sue vittime con una sparachiodi. I problemi personali dei sei ispettori hanno una parte rilevante nel complicare le cose, ma mentre le questioni private, anche se a prezzo di sofferenze non trascurabili, si avviano verso traguardi non scontati, alla soluzione del caso contribuiscono aiuti insperati, ma risolutivi. Un hacker, un pompiere e una psicologa, ognuno a modo suo, aggiungono tessere al mosaico che alla fine rivelerà il volto dell’insospettabile serial-killer. La ragnatela, che sembrava aver irretito LA SQUADRA, si spezza e, come sempre, a vincere veramente saranno i valori umani che rendono i professionisti persone, i colleghi amici, i tecnici uomini.LA SQUADRA conclude un suo ciclo: avrà occasione di ricominciare ed offrirci nuove indagini e avventure intrise di umanità?

Recensione: Questo giallo è scritto in maniera scorrevole, i suoi pov (punti di vista) corali, alternati e brevi mettono alla ribalta un tema molto sentito in questi periodi: il femminicidio, trattandolo in maniera delicata, mai grossolana o superficiale, non a caso l'autrice è una neuro-psichiatra infantile.
Si tratta di una storia molto facile da leggere in cui, sebbene troveremo tante morti, si tratta pur sempre di un giallo, il tema della morte viene sempre affrontato con rispetto per il lettore, senza indulgere, come sembra essere la moda corrente, in facili situazioni macabre e a volte di cattivo gusto. La morte viene descritta con termini, quasi dimessi, di speranza di una vita migliore, senza porre particolare accento su di essa, quasi come se fosse, ed è questa infatti una delle parti in cui si vive questa realtà di cui è permeato il romanzo, una cosa giornaliera e quindi vissuta, se non con serenità, con una dolorosa accettazione.
La storia, o per meglio dire i casi con le storie ad essi legati, è costruita tutt'intorno alla SQUADRA, un gruppo di sei investigatori della Polizia di Stato che sono stati riuniti e formati per combattere il crimine su tutto il territorio nazionale.
Fuori dalla tela del ragno è il quarto libro conclusivo (forse) della serie in cui, ognuno dei membri della SQUADRA è salito alla ribalta per raccontarci la sua storia intrecciandola ai casi di cui si stanno occupando.
È il turno delle vicende di Gabriella Franchi, fiorentina appartenente ad un'antica famiglia toscana, residente a Genova, trentaquattrenne nubile con due lauree (Giurisprudenza ed Informatica) e una perfetta conoscenza dell'inglese e il tedesco. Ne verranno tratteggiate le sue umane fragilità di donna alle prese con un mondo dalla concretezza molto maschile.


Distrattamente si guardò nello specchio. La perfezione del suo corpo ancora giovane e sodo, le accentuò la tristezza che la telefonata di sua madre e la prospettiva di incontrarla le avevano scatenato. Improvvisamente ricordò una frase: «La bellezza ha bisogno di occhi che la guardano per esistere». Forse era una massima trovata nei cioccolatini o forse era un esempio di filosofia ad alto livello, comunque non c'erano occhi a guardarla e la sua ipotetica bellezza si smarriva nel nulla.


Ed è anche il turno di Carlo Dallolio, piemontese divorziato, all'apparenza un uomo bonaccione e distratto ma che sa rivelarsi di una pignoleria quasi pedante tanto da fargli attribuire dai suoi colleghi il soprannome Dalloliorompicoglionicarlo

Provava un'indicibile sensazione di solitudine, al punto che rimpiangeva persino le telefonate minacciose e sempre foriere di guai di Eliana, la sua ex. Avevano pochi motivi per sentirsi, perché fortunatamente erano riusciti a vendere il loro appartamento, strappando un prezzo che li aveva liberati dall'incubo del mutuo e aveva lasciato loro anche un piccolo guadagno. Per quei tempi di magra era stato davvero un affarone insperato.«Devo avere un attacco di depressione da quarantenne», brontolò, battendo con la punta delle dita sulla pila dei fascicoli, «e certo questa massa di lavoro da burocrate non mi aiuta!» 
Le storie personali dei due protagonisti s'intrecciano sapientemente con i casi di omicidio in varie città italiane di cui la SQUADRA si sta occupando e che sembrano essere accomunati da un filo conduttore. Mi è piaciuto molto il modo come l'autrice abbia, molto garbatamente e a tratti originale, saputo descrivere non solo le dinamiche relazionali di tutti i membri della SQUADRA ma che sia riuscita ad avvincermi fino alla fine in questa storia molto ben orchestrata. Mi è venuta voglia di leggerne di più su questa SQUADRA!

Consiglio di leggere questo libro dopo aver letto i primi tre, anche se la storia è in completa autonomia, viene comunque voglia di saperne di più.


Voto: 4 su 5