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martedì 16 maggio 2017

Tiziana Lia
Buongiorno lettori,
oggi abbiamo il piacere di presentarvi l'autrice di Noi all'orizzonte (https://ilmondodellesognatrici.blogspot.it/2017/04/noi-allorizzonte-buongiorno-sognatori.html).
Chi è Tiziana Lia nella vita di tutti i giorni?
Sono una persona semplicissima, che ama abiti pratici, va dal parrucchiere solo quando è strettamente necessario, che si annoia ad andare in giro a guardare le vetrine se non deve comprare nulla. Sono una mamma a tempo pieno anche se fino al mese scorso lavoravo al mattino: esigenze familiari mi hanno fatto decidere per il licenziamento.

Come nascono le tue storie?
Con molta naturalezza. A volte non mi rendo neppure conto di voler scrivere, ma basta anche una scena di cui sono spettatrice, oppure una frase pronunciata in un film o anche il verso di una canzone ed ecco che la fantasia ricomincia a galoppare. Fondamentalmente le mie storie nascono osservando ciò che conosco, da ciò che tocco nella quotidianità. Infatti, entrambi i miei romanzi trattano argomenti attuali immersi nella storia che vede coinvolti emotivamente i due protagonisti principali.

Come riesci a incastrare i tuoi doveri famigliari e di lavoratrice con l'impegno di scrivere?
Purtroppo quando c’è di mezzo anche il lavoro è piuttosto complicato ritagliare del tempo per scrivere. Fin quando lavoravo cercavo di trovare un attimo per me, ma poi capitava spesso che c’era una figlia da seguire con le interrogazioni, un’altra da accompagnare da qualche parte (abito in campagna e faccio da taxi), il piccolo di casa che reclamava qualche attenzione… e alla fine arrivava l’ora di preparare il pranzo o la cena ed ecco che anche per quel giorno il tempo per me non scappava. E ricominciavo a organizzarmi di nuovo per l’indomani, sperando di essere più fortunata. Adesso che non lavoro mi auguro di avere davvero almeno qualche mattinata per me!

Hai degli orari ben stabiliti per scrivere?
Assolutamente no. Appena posso corro alla tastiera. Preferisco quando i figli sono a scuola o all’asilo perché ho il silenzio tutt’attorno e nessuno che mi chiama. A volte spengo anche il cellulare!

Come sviluppi la trama di un libro?
Inizio col pensare all’incontro tra i due protagonisti e ai loro dialoghi iniziali. Poi costruisco mentalmente a grandi linee i punti principali che voglio toccare, sia in termini di scene che in termini di messaggi (amo raccontare qualcosa in più rispetto alla storia in se stessa). Infine, penso al finale e una volta che sommariamente ho in testa tutto, inizio a sviluppare la storia, anche se alla fine sono i protagonisti a suggerirmi la vicenda. In pratica, in base alla psicologia dei personaggi che prende forma lentamente, o agli avvenimenti che li hanno visti protagonisti nel loro passato, tutto cambia fino all’ultima parola del romanzo. Dopo la prima stesura inizio a limare il tutto inserendo anche dettagli più sottili o a eliminare quello che alla fine risulta inutile. Ovviamente in tutto ciò parte molto importante è l’ambientazione: se non conosco direttamente i luoghi che descrivo, mi lancio in uno studio attento sul web. Ad esempio per Ai confini del cuore (2015), ambientato in California, sono andata a cercare anche la flora che cresce in certe zone. Per Noi all’orizzonte ho studiato un po’ i fiumi che bagnavano le città toscane e alla fine ho scelto il Serchio con la città di Lucca, oppure, servendomi un paese non troppo distante da Saturnia, ho scoperto un angolo fantastico della Maremma: Montemerano. Sono un po’ fissata per i dettagli, lo ammetto.

A molti autori non piace molto scrivere le trame dei propri romanzi ad altri invece non piace fare l'editing. A quale gruppo appartieni?
Forse appartengo più al primo anche se non scrivo neppure le trame perché non riesco a seguire un “canovaccio” o una linea guida. Sicuramente non faccio parte del secondo: io adoro fare editing, mi rilasso anche se è impegnativo e dopo l’ennesima rilettura a distanza di tempo rischio di saltare qualcosa perché ho imparato l’intero romanzo a memoria J. Amo verificare che il tutto tenga, che la storia non abbia buchi neri, che ogni personaggio sia coerente, oltre ai vari errori di battitura o grammaticali che, scrivendo di getto, possono sfuggire in un primo momento. Ammetto anche di aiutare con vero piacere autrici che mi chiedono un aiuto in tal senso.

Le tue cover le scegli in base al contenuto della storia oppure la scelta è soggetta all'estro del momento o alla particolare bellezza della cover?
In entrambi i miei romanzi volevo una cover che riconducesse all’intero romanzo. Per Ai confini del cuore ho trovato una foto su un sito e mi è piaciuta tanto che ho inserito anche uno stralcio che riportasse alla scena rappresentata sulla copertina. D’altro canto calzava benissimo in quel frangente della storia. L’immagine, poi, delineava alla perfezione la solitudine, quella si può vivere quando qualcosa di importante si lascia ai margini dei propri sentimenti.  Per Noi all’orizzonte ho pensato al significato intero del romanzo e ho fatto presente alla grafica (Sara Adanay Digital Art, che non smetterò mai di ringraziare) cosa volessi raccontare con l’immagine. Lei ha amalgamato le foto e ha fatto un lavoro perfetto, che adoro.

Tra le autrici, non italiane ovvio che non vogliamo metterti in imbarazzo, quali tra le straniere ti ha colpito di più ? Puoi citare anche un autore. E perché?
Non leggo molte autrici straniere, ma ho avuto modo di apprezzare alcuni romanzi di Nora Roberts e, sapere che l’approccio allo sviluppo dei miei romanzi ha diversi aspetti in comune con il suo modo di lavorare, beh, mi fa gongolare di felicità. Non mi sarei mai aspettata di somigliarle neppure una puntina d’unghia. Insomma, io non sono nessuno, in pochi mi conoscono e mi trovo bene in un cantuccio, non so se mi spiego. Come, invece, ho avuto modo di dire più volte, amo da morire Ken Follett perché nei suoi romanzi c’è tutto ciò che coinvolge un lettore: suspense, intrighi, passione, scene di dolore, i sogni dei protagonisti.

Che genere letterario prediligi quando devi rilassarti?
Sicuramente romanzi sentimentali che abbiano un tocco di suspense perché adoro restare incollata alle pagine. In quei momenti vorrei eclissarmi e ucciderei chiunque mi distoglie dalla lettura, figli e marito compresi.

Cosa pensi del self publishing? Le autrici dovrebbero essere più unite e solidali? Lo sono già ?
Premetto che io mi sono affacciata al mondo del self solo nel 2009, con la pubblicazione della prima stesura di Ai confini del cuore, che all’epoca aveva un altro titolo. Ho iniziato a vivere più assiduamente questa realtà grazie alla pubblicazione del 2015 e ritengo che il self sia una forma di pubblicazione che si espanderà sempre di più. L’unico handicap, a mio avviso, è la corsa al “on line”: a fronte di una storia piacevole spesso si possono trovare romanzi stracarichi di imprecisioni di vario genere e questo fa arretrare il lettore. Dopo due esperienze non proprio positive in tal senso, dopo un paio di volte che un lettore si ritrova a storcere il naso per gli errori riscontrati, quante altre volte darà fiducia a un autore self? Sappiamo tutti che la maggior parte di chi acquista romanzi teme sempre di imbattersi in un’opera scadente. Per quanto riguarda la solidarietà, attraverso i social ho conosciuto persone davvero fantastiche, che mi hanno aiutato e che ho avuto il piacere di aiutare a  mia volta anche con semplici consigli. Purtroppo c’è anche tanta invidia e questo, nell’ambiente self, rovina senz’altro i rapporti tra i vari autori. Una collaborazione a 360°, e soprattutto l’abolizione della rivalità, potrebbe essere un’ottima rampa di lancio per tutti perché si sa, nel tempo ognuno fa le sue esperienze e la condivisione arricchisce tutti.

Casa editrice sì oppure no?
Da un lato mi piacerebbe perché pubblicare con una CE permette di farsi conoscere, consente di imparare anche certi trucchi del mestiere, che vanno oltre i corsi di scrittura etc. La casa editrice, poi, ti aiuta nella pubblicità, ti affianca, mentre da self devi fare tutto da sola. Allo stesso tempo temo le CE perché trattano il romanzo come semplice mezzo di guadagno (ed è ovvio che sia così per loro), costringendo l’autore a tagli, a modifiche che potrebbero togliere quel tocco personale che lo scrittore vuole donare. In tutta onestà forse proverei una sola volta per vedere come va, perché non mi piacciono i compromessi. Tutte le volte che, nella mia vita, ne ho accettati, mi sono trovata malissimo e oggi li temo su ogni fronte.

Abbiamo recentemente recensito il tuo ultimo romanzo, “Noi all’orizzonte”. Hai trovato delle difficoltà particolari nella stesura?
Decisamente sì. La difficoltà più grande è legata al personaggio di Isaac che con i suoi trascorsi era logico che avesse un carattere duro e un atteggiamento distaccato. Allo stesso tempo era necessario che si aprisse un po’ e se lo avesse fatto in modo repentino, il personaggio avrebbe perso credibilità. Alla fine ho dovuto trovare una via di mezzo, ma che fatica!

Nel tuo romanzo poni a confronto due mondi agli antipodi. Come mai questa scelta?
Ho avuto modo in passato di osservare il mondo della medio borghesia e per certi aspetti non mi trovava per nulla in linea. Io mi ritrovo più con ciò che vige in un ambiente come Borgo Trilussa, dove nonostante tutto ci sono dei valori importanti da seguire e fare propri. Ho avuto modo di trovarmi per caso in un centro che accoglie giovani e quando mi sono stupita di come la vita si svolgesse in quel posto, mi sono resa conto che per certi versi anche io ero a un soffio dal giudicare senza conoscere. Insomma, rischiavo di non essere proprio così diversa dal pensiero “borghese”.  In quell’occasione mi sono chiesta: quante persone  osservano chi è diverso o ha una vita particolare e lo accetta solo se sta ben lontano da loro? In quanti fanno discorsi di perbenismo e poi… Faccio un esempio: i barboni nelle stazioni ci sono, tutti sappiamo che vivono là, ma non credo che chiunque sia disposto ad avvicinarli. In breve, alla fine in parecchi pensano “quelli strani, quelli diversi esistono e non ho nulla contro di loro, ma meglio che stiano a un palmo da me”. E Zoe, in principio, è una di loro. In questo romanzo volevo mettere in luce quanto sia sciocco fermarsi alle apparenze, a quanto amore si può dare ma soprattutto ricevere.

Cosa ti ha spinto a scrivere quest’opera?
Ero stufa, da lettrice, di leggere storie che si somigliavano tutte o per un verso o per un altro. Mi piaceva l’idea di scrivere di un personaggio di colore, visto che non mi ero mai imbattuta in storie che ne vedessero uno come protagonista principale. Quando poi mi sono ritrovata in quel centro accoglienza per giovani ho pensato subito che era il luogo ideale dove potesse essere cresciuto e di lì la storia si è creata a pezzetti nella mia testa, finché non ho potuto evitare di mettere le mani alla tastiera.

Ci vuoi fare una breve presentazione dei protagonisti della vicenda?
In ordine di apparizione, come si usa fare nei titoli di coda di un film, il primo personaggio è Zoe. Lei ama la bella vita, il lusso, un certo ambiente altolocato. E’ stato il suo sogno sin da bambina e il suo compagno di sempre le ha concesso tutto ciò che desiderava, strappandola dalla provincia, da un ambiente che le stava troppo stretto. Ma le origini e i valori nei quali è cresciuta, alla fine vengono a galla. Il secondo personaggio che appare nel romanzo è Fabio, il principe azzurro della protagonista. E lui, per certi aspetti, si avvicina alla figura di un nobile, abituato a frequentare gente di élite, figlio unico cresciuto in una famiglia benestante e avvezzo ad ottenere ciò che vuole, anche nascondendosi dietro assurde bugie o facendo finta di non vedere certe cose pur di non perdere benefici. Il cambiamento è necessario anche per lui, ma fino all’ultimo non si sa se, almeno per amore di Zoe, ci riuscirà. In ultimo, tra i tre principali, incontriamo Isaac, di origini ciadiane, un uomo duro ma anche sensibile, un tipo che incute timore ma che a poco a poco si fa amare dal lettore, tanto che finora, chiunque abbia letto Noi all’orizzonte, lo ha apprezzato tantissimo.

L’ ambientazione della storia è molto dettagliata, in particolare quella della vita nel Borgo. Come è nato questo dettaglio? Ti sei ispirata a vicende personali o di terzi?
La descrizione interna ed esterna del Borgo è molto simile al centro che ho visitato. La mia passione per i dettagli, in tal senso, è stata facilitata. Sebastiano, infine, ha le caratteristiche fisiche del rettore del centro accoglienza per ragazzi da cui ho tratto ispirazione. Preciso che salvo una brevissima presentazione del luogo, fattami da chi lo gestisce, il resto è stato tratto dal web. Per quanto riguarda, invece, le vicende personali dei vari ragazzi, quelle sono tutto frutto della mia fantasia.

lunedì 15 maggio 2017

The Midnight Sea
Kat Ross

Buongiorno lettori e bentornati con una nuova recensione!
Oggi la nostra recensionista Anna ci consiglia il primo libro di questa saga fantasy firmata Kat Ross.

Note: Kat Ross ha lavorato come giornalista delle Nazioni Unite per dieci anni prima di ritirarsi felicemente a fare ciò che le piace di più: inventare cose. È l’autrice del thriller distopico Some Fine Day e della serie Il Quarto Elemento. Adora i miti, i mostri e scenari da apocalisse. Per altre informazioni sui libri di Kat, puoi trovarla alla pagina katrossbooks.com.

Trama: Sono la luce contro l’oscurità.
L’acciaio contro la negromanzia dei Druj.
E usano demoni per cacciare altri demoni…
Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella.
Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi.
Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

Recensione: Se mi chiedessero di descrivere con una sola parola questo libro, la più azzeccata sarebbe fenomenale. The Midnight Sea, Il quarto elemento-libro primo affascina il lettore già dal primo capitolo, attraverso la narrazione della protagonista Nazafareen, impegnata nell'attraversamento di una catena montuosa con la fedele sorella Ashraf. Kat Ross non perdona, grandi perdite accompagnano il racconto sin dal principio, rendendo l'opera meravigliosa e crudele al tempo stesso.



Seguiamo la protagonista per tutta la sua dura adolescenza, sullo sfondo creature misteriose e guerre antiche. Nazafareen, ormai Water Dog, entra a far parte di un mondo ingiusto, ostile nei confronti dei cosidetti Druji, di cui Darius fa parte.


Nazafareen cerca di mantenere le distanze da Darius ma i bracciali che li legano rendono l'impresa molto difficile. 


Con il passare del tempo, entrambi i due giovani si renderanno conto delle bugie celate all'interno del loro mondo. Riusciranno a riscattare la loro realtà?
Questo libro mi ha incantato dalla prima all'ultima parola ed è stato un vero dispiacere finirlo. Nulla è dato per scontato e i colpi di scena sono assicurati. Non vedo l'ora di leggerne il seguito e lo consiglio caldamente a tutti gli amanti del genere fantasy!

Voto: 



Midnight Sea
#segnalazione

Buongiorno lettori,
oggi vi segnaliamo il primo libro della saga fantasy Midnight Sea di Kat Ross

Descrizione

Titolo: The Midnight Sea (Il Quarto Elemento – Libro Primo)
Autrice: Kat Ross
Genere: Fantasy
Pagine: 300
Prezzo: 3,99 ebook (gratis per Kindle Unlimited) 14,90 cartaceo
Data di uscita: 15/05/2017
Link di acquisto: https://goo.gl/LPSZBQ



Trama:
             Sono la luce contro l’oscurità.
             L’acciaio contro la negromanzia dei Druj.
             E usano demoni per cacciare altri demoni…

Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella.
Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi.
Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…



Kat Ross ha lavorato come giornalista delle Nazioni Unite per dieci anni prima di ritirarsi felicemente a fare ciò che le piace di più: inventare cose. È l’autrice del thriller distopico Some Fine Day e della serie Il Quarto Elemento. Adora i miti, i mostri e scenari da apocalisse. Per altre informazioni sui libri di Kat, puoi trovarla alla pagina katrossbooks.com.










«Un fantasy avvincente con un peso morale e una narrazione sostanziosa che lascerà i lettori soddisfatti… La Ross evoca una storia epica con demoni e daeva, famiglia, dolore e il tumulto di un regno in pericolo.» Kirkus Reviews

«Un libro coinvolgente e glorioso, pieno di azione!» I Am Kinda Busy Reading

«In The Midnight Sea, Kat Ross realizza un fantasy appassionante di proporzioni impareggiabili che ha rubato un pezzo del mio cuore. Attenti al vostro.» Flylef Reviews

«Odio davvero l’espressione epico perché, ammettiamolo, è abusata e ha perso il suo vero significato, ma questo libro merita quella parola.» Book Reader Chronicles

«The Midnight Sea ha tutto ciò che mi piace in un fantasy e anche di più. Lo raccomando caldamente a tutti i lettori che amano la magia, eroine che spaccano e una storia travolgente.» Cover2Cover Reviews

«Kat Ross crea un ricco mondo fantasy, pieno di creature nuove e spaventose, molti poteri magici e una trama laboriosamente intricata che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.» Books Briefs

mercoledì 10 maggio 2017

La finestra di Polentonia
Riccardo Pozzi

Buona sera cari lettori,
oggi Marilù ci parla di La finestra di Polentonia, romanzo di Riccardo Pozzi

Trama: Secondo dopoguerra. Cesare Controvoglia ha aperto una piccola attività artigianale, una bottega nella quale, assieme al figlio Arrigo, ripara biciclette. La famiglia Controvoglia vive nella terra di Polentonia, immaginaria regione padana fatta di zappatori e zanzare. La storia familiare dei protagonisti si snoda parallela a quella sociale: negli anni del boom economico, Cesare e Arrigo allargano l’attività e cominciano a produrre biciclette. Riusciranno a farsi un nome, grazie alla creatività, alla passione e alla competenza che contraddistinguono il loro lavoro. Gli anni trascorrono, passano i decenni, si susseguono le generazioni, a livello globale e locale cambiano le abitudini, la mentalità, i princìpi. Non mancano nemmeno le occasioni, per chi ben conosce la povertà, di avere un riscatto e migliorare il proprio stato: ma a quale prezzo e con quali conseguenze? La finestra di Polentonia ci regala un appassionante viaggio tra usi e tradizioni, miglioramenti e sogni, compromessi e corruzioni. Forti e significativi sono i messaggi che sostengono questa storia emozionante e avvincente: la memoria del passato e valori come lealtà e onestà, che in certe persone sono radicati saldamente e che in altre non albergano affatto… Il tessuto organico della grande pianura cambiò di stato e ad ogni cambiamento perse qualcosa. Come la pallina che rimbalzando non riesce mai a tornare al punto da cui è partita, e ad ogni rimbalzo arriva a punti sempre più bassi.

Recensione: Appena visto il titolo di questo libro ho pensato a una lettura, non dico comica, ma almeno un po' divertente e rilassante. Tutt'altro. Si legge velocemente perché le storie diverse che racconta ti coinvolgono come se le vivessi in prima persona:

E' la storia di una terra mangiata viva in quattro generazioni, selezionate per ubbidire, condizionate per non protestare, indottrinate vero e capitalismo finto, statalismo clientelare e liberismo oligarchico, per auto censurarsi, lavorare ed eseguire, schiacciate tra comunismo una storia vecchia e nuova, unica e solitaria, sulla carne di milioni mediterraneo e Nord Europa, Oriente e Occidente. Carlo racconterà di persone e anche sulla propria.

Rendi tue quelle storie e sembra quasi che tu stesso sia nato in prossimità del Po. Ti commuovi alle piccole e grandi tragedie di questa gente semplice e forte. Riesci ad entrare in quella povertà che nessuno ricordava più e che alle ultime generazioni era stato risparmiato conoscerla.

Tra loro c’era anche Edvige, diventata nota perché la domenica, pur di mettere qualcosa nello stomaco, ripeteva l’eucarestia varie volte, rimettendosi in fila fino a che il prete se ne accorgeva e la rimandava ai banchi.

Con loro tante altre anime dimenticate, sconosciute, che non abitano nella cultura scritta, storie che non conoscono. Riscopri con fierezza di essere italiana, anche se non provieni da Polentonia. Nessuna luce, perché si comprenda anche solo un pezzo della loro vita.
E allora lo leggi tutto d'un fiato e poi lo rileggi di nuovo per paura di aver perso qualcosa.

Voto:

martedì 9 maggio 2017

Fashion Love 2 - l'amore va sempre di moda
Sara J. Del Consile

Buona sera lettori!
Oggi vi segnaliamo l'ultimo romanzo di Sara J. Del Consile!

Editore: Butterfly Edizioni
Genere: Chick-lit 
Prezzo: 2,99 € 
Disponibile in ebook su Amazon e Kindle Unlimited

Trama: È passato qualche tempo da quando Mia ha finalmente trovato l'amore e adesso la vita sembra sorriderle più che mai. 
Tra qualche mese coronerà il suo sogno, sposandosi con Diego, ma prima che questo accada, Mia potrà realizzare un altro grande sogno: partecipare alle settimane della moda come assistente personale di Nenè, una delle più famose fashion blogger del momento. Mia vivrà così un'esperienza indimenticabile che la porterà nelle grandi capitali europee della moda: Londra, Milano e Parigi le apriranno le porte per farle vivere tre settimane da favola tra importanti sfilate, lusso sfrenato, party esclusivi e tanto glamour. Conoscerà nuovi amici, ma anche... nuovi inaspettati nemici. Scoprirà che il mondo dorato della moda non è sempre luccicante come sembra e ben presto sarà costretta a fare i conti con una realtà che non le piacerà affatto. Nell'ambito del gossip, dove apparire è importante, non mancano invidie e colpi bassi, basta distrarsi un attimo per rischiare di perdere ciò che di più caro si ha...


Entrambi i volumi di Fashion Love usciranno in cartaceo il 7 giugno 2017
Amore dietro le quinte #comingsoon
Ilenia Bernardini

Casa editrice: Butterfly Edizioni
Genere: Romance
Data di uscita: 10 maggio 2017
Collana: Love self
Prezzo: 2,99 € (in offerta a 0,99 i primi due giorni)
Disponibile in ebook su Amazon e Kindle Unlimited
Cartaceo in uscita il 7 giugno al prezzo di 15,00 €

Trama: Blair Monroe, eroina delle figuracce, crede nel destino, nelle favole e nella magia. È un'inguaribile romantica, nonostante sia stata ferita in passato e molto dedita al suo lavoro di sceneggiatrice. La sua monotonia viene scossa dall'incontro con Chuck Sinclair, uno scrittore di successo, tanto bello quanto arrogante. Costretta dalle circostanze a lavorare al suo fianco, non perdono un attimo per punzecchiarsi e discutere, pronti a odiarsi e a farsi la guerra. In una lotta senza esclusione di colpi, anche testa e cuore si dovranno affrontare... Lui è abituato a un altro tipo di donna. Lei non si fida di quelli come lui. Insieme prendono fuoco facilmente e non solo per le discussioni... Come nelle storie che scrive, Blair sta aspettando il bacio che farà svegliare il suo cuore addormentato da troppo tempo. La posta in gioco è molto alta. Varrà la pena lasciarsi andare ai sentimenti e alla passione? E cosa succede se, proprio mentre i due hanno la possibilità di conoscersi meglio, si intromettesse Seth, un uomo affascinante e raffinato? Sapranno testa e cuore mettersi d'accordo al momento giusto?

D'Ark
Cristina Silvestri & Mirela Minkova Georgieva

Buongiorno sognatori e sognatrici!
Oggi Nala ci parla di Cristina Silvestri e Mirela Minkova Georgieva

Trama: La città di Rocha è costantemente minacciata dalla malavita e dalla corruzione e il
pericolo è sempre dietro l’angolo. Sembra non esserci più onestà in un mondo pieno di corruzione ma questa volta, come baluardo della giustizia sorge un vigilante, D’Ark, che cerca di aiutare la città a rialzarsi da questo baratro d’illegalità. La storia segue parallelamente la vita di due fratelli: Giorgia e Michele Mestri. 
Giorgia, una ragazza forte e determinata che ama il suo nuovo lavoro, parteciperà alla ricerca di un noto serial killer di nome Guignol che trascina dietro di sé le sue povere anime in una lotta senza fine. La squadra dei profiler, insieme alle forze dell’ordine, si batterà con grande dedizione per la sicurezza e per la sopravvivenza dei cittadini. Mentre suo fratello Michele, il giornalista, seguirà il caso del vigilante occupandosi di scrivere la verità su chi sia questa famosa celebrità. Aiutati dal loro intuito e dalla loro forza di volontà, entrambi si renderanno conto di quanto la realtà che li circonda sia più complicata di quanto appaia. Esiste davvero questo eroe oppure è una mera invenzione di una società senza giustizieri? Riuscirà Rocha a distinguere il bene dal male? Ciò che è reale da ciò che non lo è?

Recensione: Mie adoratissime sognatrici, buongiorno!

Oggi ho il piacere di parlarvi di “D’Ark il gioco dell’alfiere”, primo capitolo di una trilogia noir pubblicato nel dicembre del 2016 in Self.
Vi lascio qui il link dell’intervista che le due autrici hanno gentilmente concesso al nostro Blog: https://ilmondodellesognatrici.blogspot.it/2017/04/mirela-minkova-cristina-silvestri.html
Ma veniamo a noi!
La lettura di questo libro è stata una vera e propria avventura. Ammetto di averlo iniziato con qualche riserva, il non riuscire a identificare il libro in un genere ben specifico mi creava un po’ d’ansia…La storia si svolge a Rocha, una città in cui la corruzione e la criminalità sono i poteri dominanti su cui è intessuta la società, c’è un Prefetto che governa e due fazioni che si contendono il potere, Reazionari e Progressisti. Rocha non è davvero il posto ideale in cui vivere e, a complicare la situazione, arriva un serial killer, che sparge sangue e terrore per la città. L’assassino lascia metodicamente sul luogo del delitto bigliettini riportanti frasi di opere e drammi, e firmandoli con il nome di Guignol. Giorgia Maestri è una Profiler, il suo lavoro consiste nel creare un vero e proprio profilo del criminale, le sue abitudini e il suo modus operandi. Giò è acuta, intelligente, sagace e, soprattutto determinata ad identificare e fermare l’assassino che sparge terrore nella già devastata città di Rocha.
Michele Maestri, fratello di Giorgia, lavora nell’editoria, a lui è stato affidato il compito di cercare di smascherare D’Ark, una sorta di eroe mascherato che tenta di riportare la giustizia nella città sconfiggendo i malviventi che ne popolano le strade. I due fratelli si renderanno presto conto che tutto ciò che li circonda cela molto più di quanto potessero arrivare a pensare, immaginare o… temere. La trama di questo libro è avvincente e la storia è descritta magnificamente in un crescendo di tensione e colpi di scena che tengono il lettore inchiodato alle pagine. I personaggi sono ben definiti, intriganti e trovano una collocazione perfetta nella storia intersecandosi tra loro con armonia e logica. La scrittura è piacevole e scorrevole tanto che ho stentato a credere che fosse un’opera d’esordio. Come detto all’inizio di questa recensione avevo molti dubbi su questo libro ma vi assicuro che tutti i dubbi sono stati dissolti con l’andare della storia. Consiglio vivamente la lettura alle amanti del genere ma anche a tutte le altre. Date una chance a questa storia, fate come me: lasciatevi incantare dal gioco dell’alfiere!

Voto:



lunedì 8 maggio 2017

Il paradiso non è lassù
Cristina McKenna

Buon pomeriggio sognatori e sognatrici, bentornati con una nuova recensione!
La nostra Anna ci consiglia l'ultimo romanzo di Cristina McKenna! Buona lettura!

Trama: Ottantasei è un bambino senza nome, un numero tra tanti, cresciuto nell’ambiente tetro e violento di uno squallido orfanotrofio. Attorno a lui solo adulti crudeli e impietosi, davanti a lui nessuna speranza. Oggi, poco più che quarantenne, Jamie McCloone è un uomo fragile che conduce una vita solitaria e monotona nella fattoria ereditata dallo zio. Uniche consolazioni, l’amato organetto e Paddy e Rose, gli affettuosi vicini di casa. Lydia Devine è un’insegnante rispettabile, figlia di un pastore protestante, che vive ancora con la madre anziana, accudendola e obbedendole in tutto e per tutto. Jamie e Lydia non potrebbero essere più diversi, ma qualcosa sta per stravolgere la vita di entrambi.
Un incantevole e commovente ritratto della vita rurale nell’Irlanda del Nord all’inizio degli anni Settanta. Una storia che meraviglia e delizia con i suoi personaggi autentici e il suo delicato umorismo. La ricerca universale dell’amore in una favola nera che, pagina dopo pagina, si accende della luce della speranza
Recensione: Buon pomeriggio a tutti i nostri lettori! Oggi ho il piacere di presentarvi Il paradiso non è lassù di Cristina McKenna. Nonostante l'inizio un po' lento, il romanzo conquista sin dal principio. L'autrice è stata capace di adeguare il linguaggio dei personaggi allo slang del periodo nel quale è ambientata la storia.  Non solo adegua il linguaggio agli anni '70, ella attribuisce ad ogni personaggio delle caratteristiche uniche nel lessico e nel comportamento, rendendo ogni individuo unico nel suo genere.
<<Ho la lomba...tite e devo riposare>>
La storia parla dell'intreccio di due vite: quella di Jamie, agricoltore, e di Lydia. Entrambi alla ricerca di una persona con la quale condividere le giornate, vengono appoggiati dagli amici più stretti a pubblicare un annuncio per cuori solitari. Da una parte vediamo il protagonista maschile, Jamie, uomo trasandato dall'infanzia infelice, combattere contro le sue angosce causate dalla perdita dello zio. Se da un lato la mancanza di affetti pesa, dall'altra la presenza di essi è un ostacolo: infatti, Elizabeth, madre di Lydia, impedisce alla figlia di realizzarsi pienamente. L'autrice riesce, attraverso la narrazione e ai dialoghi, a evidenziare il forte distacco tra questi due mondi.
<<Ottantasei, vieni qui!>>
Chi è Ottantasei? Cosa unisce veramente questi due personaggi tanto diversi? Cristina McKenna conclude il romanzo con un finale inaspettato, lasciando il lettore a bocca aperta!

Voto: